La
parola d’ordine è “setting affascinanti e suggestivi”, coniata da Monica
Fabris, presidente dell’Istituto di ricerca Episteme, che ha svolto un’indagine
sui nuovi modelli di consumo del mangiare fuori casa. Dalla ricerca emerge “la
domanda di esperienza e unicità che si traduce in nuovi format e nuovi servizi
(dallo street food al locale monotematico, dall’offerta dei grandi ristoranti
per il mezzogiorno alla contaminazione dei format) capaci di essere vicini ai
consumatori e di rispondere alle mutevoli esigenze del mercato del fuori casa”.
Tra
gli chef che meglio interpretano questa filosofia c’è Fabio Baldassarre,
dell’Unico Restaurant che ha aperto i battenti da pochi mesi a Milano al
ventesimo piano del World Join Center. Senza timore di smentita il suo è il ristorante
più alto d’Italia, dove il setting è decisamente affascinante: vetrate che
mostrano tutta la metropoli, un tavolo ondeggiante con i colori dell’oro
attorno a cui si socializza inevitabilmente, una cucina a vista che ospita il
tavolo dello chef: ovvero “uno spazio dove voglio far vivere ai clienti e agli
amici le stesse emozioni che proviamo noi in cucina durante la creazione del
piatto”, racconta Fabio arrivato a Milano dopo diverse esperienze, l’ultima a
Roma.
“Qui
è tutto più veloce e più esigente e questo per me rappresenta uno stimolo
costante. Il locale è nato su un progetto preciso, preso dalle fondamenta,
lavorando insieme all’architetto Donata Nicetta per i minimi dettagli
dell’arredo, come il tavolo dorato, che vuol rappresentare una brillante onda”.
Non a caso lo ha realizzato un artigiano di Torino, specializzato in scocche
per le barche.
Ma
oltre alla suggestione degli ambienti, Fabio tiene in continua evoluzione le
proposte del suo ristorante proprio per rispondere alla domanda di esperienze
uniche che arriva dai foodies che hanno, secondo Marina Fabris, “elevato la gourmetizzazione
della società”.
“Dall’autunno
inizio dei corsi di cucina al ventesimo piano del WIC, - spiega Fabio- e da
settembre, ogni domenica, propongo il brunch, ma con un paio di particolarità:
la prima è che gli ospiti entrano in cucina a servirsi, stando a contatto
diretto con me e i miei sous-chef che cuciniamo al momento; ogni domenica
cambiamo menu, introducendo piatti tipici delle diverse regioni italiane, di
altre cucine etniche e in base alla stagionalità; infine, giù nella piazza del
grattacielo, allestiremo uno spazio dove i bambini possono mangiare piatti
dedicati e giocare con gli animatori”.
Un precursore dei
format
Se
parliamo di setting affascinanti e di unicità non si può fare a meno di
ascoltare l’opinione di chi li crea da 30 anni, allestendo oltre 5000 locali
nel mondo, non ultimo Eataly a New York di cui Franco Costa, presidente del
gruppo, va particolarmente orgoglioso.
“Sono
tredici anni che disegniamo locali multifunzionali, che al mattino sono
panetteria, poi caffè e aperitivo e, a sera, diventano ristoranti. È un piacere
scoprire che adesso è una tendenza, ma per noi progettare e allestire locali
multifunzione, che ad esempio al mattino sono panetteria, poi ristorante e, nel
pomeriggio sala da the e cocktail-bar, è un mestiere vecchio di una quindicina
d’anni. Il primo fu la Suprema, a La Spezia, ricavato in una storica casa
d’appuntamenti per gli ufficiali della marina”.
Al mattino entri
nel forno, traboccante di prodotti tutti realizzati nel laboratorio
retrostante, dal pane alle mille varietà di focaccia, alle brioches, alle torte
di verdura, ai dolci, prodotti serviti anche nell’adiacente bar – caffetteria,
cui si accede da una semplice apertura secondo una perfetta continuità di
ambienti. Intorno alle 12,30, La Suprema si trasforma in ristorante: il banco
del pane arretra su rotelle per nascondersi dietro una parete scorrevole di
vetro composta da più ante che si muovono su un’unica rotaia, mentre la zona
vendita si riempie di tavolini.
“Se al pomeriggio,
la gente cerca ancora il panificio, e proprio non lo trova, completamente
incredula e stupita, significa che la trasformazione è assolutamente riuscita.
E questo effetto dura da dodici anni” racconta Franco Costa, che prosegue:
“Conosciamo bene il mondo dei pubblici esercizi. Per noi il lavoro più grosso è
svuotare le moltissime idee con cui arrivano nuovi clienti carichi di
entusiasmo. Sappiamo cosa può funzionare e cosa no, quali problemi comporta una
nuova struttura”.
Ma
cosa fa tendenza? “Una grande voglia di tornare al vero, dove la pietra è
pietra e il legno è legno. C’è grande attenzione al riciclo, noi stessi
recuperiamo e riportiamo a nuova funzionalità le tavole dei cantieri. Ma ciò
che fa veramente il successo di un locale rimane il sorriso e il servizio”.
Più e più idee
Se
c’è voglia di vero esiste un luogo dove lo si può toccare con mano: a Lecce, dove
Maurizio Guagnano, libraio di professione, ha fatto crescere attorno alla
libreria Liberrima un ristorante, un’enoteca, un caffè e un cesto letterario.
Quest’ultimo, nato da un’intuizione di una collaboratrice che riempì un grosso
vaso trasparente di Ikea di libri e prodotti tipici leccesi.
“Adesso
quel vaso è diventato il cesto letterario, una confezione che spediamo in tutto
il mondo, con libri e cibi, ovvero la filosofia del luogo. – spiega Guagnano –
Io, ovviamente, non mi considero un ristoratore ma ho sentito il bisogno, e
anche la necessità, visti i problemi delle librerie indipendenti, di
diversificare l’offerta. La libreria è in un locale a volte, dove ognuna delle
quattro ospita uno spazio diverso, tra cui appunto il ristorante in cui
proponiamo piatti locali personalizzati”. L’effetto è indubbiamente di grande
suggestione e i risultati più che positivi.
Al
pari di Slurp, a Torino, un locale creato da tre giovani soci, Alberto e Matteo
Beraudo ed Enrico Galleano, aperto agli inizi del 2010.
“
Il progetto si avvale delle idee di mio padre, Vittorio Beraudo designer e
progettista, che ha curato insieme a mio fratello tutta la realizzazione di
SLURP!. Parte degli arredi infatti sono nostre produzioni,e come tutto il resto
del locale sono acquistabili come da menu del design”, racconta Alberto Beraudo
mentre descrive gli spazi.
“L'idea principale è quella di offrire una ristorazione tradizionale, fatta di
piatti classici piemontesi e alcuni interpretazioni come lo spada slurp! del
nostro chef Domenico D'Agostino. – prosegue Beraudo - SLURP! si rivolge ad una
clientela ‘onesta e familiare’, che vai dai 25 anni ai nostri nonni. Siamo
attenti alle famiglie, con menu per bambini e attività come la colorazione
delle nostre tovagliette per le copertine dei nostri menu. Da SLURP! si può
mangiare al tavolone dell'amicizia (il tavolo sociale), al tavolo dello chef. A
pranzo la nostra carta sempre disponibile è accompagnata dal piatto SLURP!
(primo + secondo + contorno che cambia ogni giorno), le insalate e i piatti
freddi rapidi da servire subito. Questo dal lunedì al venerdì, al sabato e alla
domenica invece proponiamo sempre a pranzo il classico brunch americano alla
carta”.
A
Brescia si è invece spostato lo stellato L’Artigliere, dello chef Davide Botta
che dalla sede di Gusago, si è portato appresso il tavolo centrale: “È un
tavolo di grande valore affettivo, sul quale gli anziani del paese ci giocavano
a carte e l’artigliere, il proprietario del locale, negli anni del dopoguerra
ci preparava gli ingredienti per il tipico spiedo bresciano”.
Davide
ha riaperto il suo ristorante all’interno di un complesso, il Santellone, in
cui trovano spazio un resort, una spa ricavata in ambienti di origine romana e
il ‘Lab quarantadue’ di Jessica Altieri, un metodo brevettato per coniugare in
un’unica formula alimentazione equlibrata, movimento e percorsi estetici.
“Con
l’intera struttura collaboriamo attivamente, facendo anche menu personalizzati
per i clienti che seguono le attività benessere. Soprattutto la vicinanza con
l’hotel è stata molto positiva perché ci ha consentito di ampliare la
clientela, pur difendendo la scelta di pochi posti in sala”, precisa Davide. Il
suo menu riporta i fornitori, dando un chiaro segnale di sicurezza nella
qualità.
Luigi Franchi
Pubblicato
su Catering, rivista della ristorazione
e dei consumi fuori casa – Settembre 2011