sabato 31 ottobre 2009

Due piccole cose, ma molto molto belle




Le protagoniste si chiamano Elena Lavezzi e Maurizia Gentili, una fa la libraia e l’altra la pittrice. Elena ha organizzato una mostra nella sua intima libreria; Maurizia lo ha fatto nel Palazzo comunale del suo paese.
Il titolo della prima è “tra le pagine…”; quello della seconda “Castelli in aria”. Cosa le accomuna? Forse nulla, tranne il fatto che sono proprio brave nelle cose che fanno, con molta passione. E il fatto che sono mie amiche, anche se forse non si conoscono. Lo faranno…
Alla libreria BookBank, in Via Venturini 20 a Piacenza – fino al 7 novembre - sono esposti “quadri o meglio riquadri” in cui Elena ha applicato i segni che trova nei libri che lei acquista per poi rivenderli. La sua è una libreria di volumi usati, per questo la ritengo molto intima. Dentro ad ogni libro può capitare una sorpresa, una firma, una dedica, un ritaglio di giornale, una foto. Cose forse dimenticate che ci fanno riflettere sull’inutilità del “sempre”, ma che altrettanto scatenano emozione, curiosità, sogno, ricordi.
Elena ne ha scelti una piccola parte: ricette scritte a mano, cartoline, appunti di un insegnante sui voti della classe. Una lettera d’amore tra Piacenza e Bellaria, di quando si stava al mare per un mese di vacanza. Frammenti di intimità.
Nel castello Scotti, oggi residenza municipale di Carpaneto, Maurizia Gentili ha esposto quindici acqueforti che illustrano, su una magica tonalità color seppia, vinaccia e oro, i castelli del Piacentino e quelli, tanti, che si trovano sul territorio comunale di Carpaneto.
Vale la pena di vederli, anche perché sono dipinti con il vino e fa uno strano effetto guardare una nuvola fatta con il vino, da cui spunta una luna fatta con lamine d’oro che sovrasta i castelli. Per me il più bello è quello di Zena, ma gli altri non sono da meno. Un viaggio nel mistero, nei fantasmi, nel vino non perdere. Entro il 19 novembre.
Luigi Franchi

Per info: Elena 0523650255, Maurizia maurizia.gentili@alice.it

martedì 20 ottobre 2009

La collina in bocca - Luigi Franchi - GL Editore


Tutto è cominciato nell’inverno 2009 quando, dall’ente di formazione Ial Emilia-Romagna, fu proposto all’Associazione “laValtidone” di collaborare alla realizzazione di un corso sul marketing per le aziende della Val Tidone. Trovate le aziende avviene il primo incontro, in una fredda sera di neve, in un agriturismo. Alla presentazione intervenne Luigi Franchi, l’autore di questo libro, che esordì con queste parole «scordatevi che io venga qui, con lavagna luminosa e slide a spiegarvi cos’è e come si fa marketing. La mia idea, in questo corso, è che si riesca insieme a costruire un progetto concreto di promozione per il vostro lavoro.»
L’impatto fu subito positivo, anche perché la prima scoperta fu che imprenditori che vivevano ad un chilometro di distanza in linea d’aria neppure si conoscevano; la seconda scoperta furono le idee, i sogni, le ambizioni e i progetti, oltre alle storie di ognuno di questi imprenditori.
Le storie di queste persone sono raccontate in questa pubblicazione, che non è la solita guida su ciò che c’è da vedere e da fare ma un modo originale di raccontare un territorio, attraverso le scelte di vita di queste persone.
Rimasta ai margini del territorio provinciale per lunghi anni oggi la Val Tidone è forse la più conosciuta, sicuramente la più ricercata per chi vuole vivere davvero un diretto contatto con un ambiente naturale e incontaminato.
Il libro ha il merito di rendere quasi tangibile questa sensazione, raccontando le vite dei protagonisti e fornendo una preziosa mappatura delle produzioni tipiche che si possono trovare nelle loro aziende.
Il titolo nasce da una sorta di brain-storming che Luigi Franchi ha stimolato, nel corso di una delle lezioni, per trovare un nome accattivante in grado di coniugare le specificità del territorio e delle aziende, quel nome è diventato un blog e adesso il titolo del libro.

Valentino Matti

La collina in bocca
Luigi Franchi
GL.Editore
€ 9,00


Su questa riva - Rosalba Scaglioni - GL Editore


I racconti di questo libro costituiscono l’esordio di Rosalba Scaglioni con il suo vero nome. Sono racconti che parlano della gente e della vita di tutti i giorni, che ognuno di noi può scoprire prestando quel briciolo di attenzione in più, rispetto ad una quotidianità fatta di corsa, di disattenzione, di superficialità.
Usano il linguaggio del quotidiano, scritti nello stesso modo in cui si vive nella Bassa, osservatorio privilegiato dell’autrice che lì vive e lavora, dove il ritmo si fa, per forza di cose e del clima, più lento; dove le occasioni di distrazione dalla futilità degli oggetti di rapido consumo si riducono, anche se non si sa per quale motivo.
Una dimensione dei luoghi e del paesaggio portata all’essenziale, con quelle lunghe infinite linee piatte dell’orizzonte, obbliga la fantasia e stimola l’arguzia; nascono così pensieri che si rincorrono, un po’ alla rinfusa, mischiandone la dimensione temporale che si fa racconto, a volte brevissimo, altre troppo lungo ma sempre frutto di quella dimensione lenta e contagiosa riassunta da Giovannino Guareschi “si sta bene qui, su questa riva”.
Il libro inaugura la collana del Concorso Letterario Tenuta Pernice.

Su questa riva
Rosalba Scaglioni
GL.Editore
€ 10,00

venerdì 18 settembre 2009

Domenica 11 Ottobre la prima edizione della Rassegna diLibridiCibidiVini




1° Rassegna “diLibridiCibidiVini” sulle colline della Val Tidone, in provincia di Piacenza
Domenica 11 ottobre 2009, dalle 10 alle 19

La Val Tidone occupa la parte occidentale della provincia di Piacenza, ai confini con l’Oltrepo Pavese, un territorio a forte vocazione vitivinicola con le colline ammantate di vigneti, piccoli borghi, castelli, mulini, agriturismi e ristoranti dove la qualità regna sovrana.
In questa porzione di provincia tredici piccole aziende si sono unite nel dar vita ad un evento decisamente originale: la prima Rassegna “diLibridiCibidiVini”.
Domenica 11 ottobre, in ognuna di queste aziende – cantine, agriturismi, ristoranti, mulini, imprese agricole – vengono ospitati librai ed editori che espongono i loro libri dedicati prevalentemente all’enogastronomia, ma non solo.
In quell’occasione andar per colline in Val Tidone significa acquistare e assaporare libri, magari altrimenti introvabili, ma anche vini, prodotti tipici, piatti della tradizione piacentina, in un paesaggio straordinario. Ogni azienda propone degustazioni, piccoli eventi, visite guidate alla scoperta delle produzioni locali. Inoltre si possono comprare libri usati e nuovi, da collezione o ricettari di ogni tipo. Un piacere per il palato, gli occhi e la mente.
L’iniziativa si svolge dalle 10 alle 19, anche in caso di maltempo, l’ingresso è gratuito.

DOVE SI SVOLGE LA RASSEGNA E GLI EVENTI COLLATERALI

In ogni azienda saranno effettuate degustazioni e visite guidate, oltre agli eventi collaterali sotto indicati

Agriturismo Case Olive
Presentazione del libro: "E la Volpe disse all'Uva"
Questo testo costituisce una chiave d’approccio moderna ed inedita per la lettura delle favole e delle fiabe. L’analisi proposta conta di stabilire un rapporto singolare con il lettore proponendo a quest’ultimo un viaggio nel passato a fianco dei favolisti delle loro difficoltà d’interpretazione della natura originando così un mix di storia, etologia e letteratura che crea un poliedrico interesse e curiosità.
La presentazione è in programma alle ore 17, alla presenza dell’autore Marco Frilli.

Loc. Case Olive – Borgonovo Val Tidone
Tel. 0523 861312 - i
nfo@caseolive.it – www.caseolive.it

Agriturismo e Cantina Podere Casale
"Lo shiatsu: le Mani o la Mente?"
Considerazioni teoriche e dimostrazioni pratiche di un'arte orientale osservata da occidente.
La conversazione e le dimostrazioni inizieranno dalle ore 15, a cura di Stefano Lodi e del suo staff. Inoltre sarà organizzata la tradizionale “Merenda del Casale”.
Via Creta Loc. Vicobarone – Ziano Piacentino
Tel. 0523 868302 -
info@poderecasale.it – www.poderecasale.com

Agriturismo Racemus e Cantina Civardi
Festa del mosto d’uva, con degustazione in anteprima del nettare d’uva.
Loc. Montecucco – Ziano Piacentino
Tel. 0523 868112 -
info@civardivini.com – www.civardivini.com

Agriturismo Villa Paradiso
Pranzo in agriturismo e, per tutto il giorno, degustazioni enogastronomiche
Loc. Chignoli 143 – Borgonovo Val Tidone

Tel. 0523 865924 - info@agri-villaparadiso.com – www.agri-villaparadiso.com

Antico Pomario
Località Mula, 146 - Ziano Piacentino
Tel. 0523 469957 - info@anticopomario.it -www.anticopomario.it

Azienda Agricola Il Fucorè
Degustazioni di mieli e formaggi. Presentazione della composta di pere e cannella con la ricotta del caseificio Sociale della Val Tidone. Visite in apiario, a contatto con il mondo delle api
Via San Biagio 189 – Borgonovo Val Tidone
Tel. 0523 861284 -
info@ilfucore.it – www.ilfucore.it

Azienda Agricola F.lli Piacentini
Presentazione del libro “Le Ricette di Giuseppina - Un ricettario piacentino di fine ‘800”, alla presenza dell’autrice Elena Januszewski. Una giovane donna, Giuseppina, all'eta' di 15 anni, e' andata "a servizio" presso la famiglia di un notaio a Voghera, dove si trovò coinvolta in un mondo importante, raffinato e prestigioso. Ha imparato a preparare i piatti considerati dei "ricchi", scrivendo le ricette con bella calligrafia in un piccolo libretto.Il libro sarà presentato, alle 11,30, da Guido Torselli.
Via Strada Vecchia 9/B – Ziano Piacentino
Tel. 0523 863259 -
info@fratellipiacentini.com – www.fratellipiacentini.com

Azienda Agricola Ganaghello Vini di Losi e Antico Pomario
Mostra di pittura di Maurizia Gentili: “I Vinarelli”, dipinti con il vino. Degustazione di salumi a cura del Salumificio Grossetti di Pianello, di Aceto Balsamico Tradizionale di Modena a cura dell’ Acetaia Reggianini di Spilamberto, di dolci della Pasticceria Artigianale Ambrosia. Inoltre l’Antico Pomario realizzerà un’istallazione del Giardino dei Frutti Perduti..
Infine passeggiate per i vigneti e visite guidate all'azienda.
Via Armani 19 Loc. Ganaghello – Castel San Giovanni
Tel. 0523 885206 -
az.agr.ganaghello@virgilio.it – www.ganaghellovini.it

Cantina Az.Agr. Tenuta La Torretta
Mostra del pittore piacentino Leonardo Lambri. Alle 16 presentazione del libro - agenda Adesso, edito da Comunica Edizioni. Sarà presente l’autore Fabio Molinari
Loc. Torretta – Trevozzo Val Tidone
Tel. 0523 997008 -
info@tenutalatorretta.com – www.tenutalatorretta.com

Cantina Az.Agr. Tenuta Pernice
Alle 16 presentazione del Concorso Letterario Tenuta Pernice e del libro di racconti “Su questa riva” GL Editore, scritto da Rosalba Scaglioni presente all’evento.
Loc. Castelnovo Val Tidone – Borgonovo Val Tidone
Tel. 0523 860050 -
info@tenutapernice.com – www.tenutapernice.com

Borgo Mulino del Lentino
Alle 16 messa in funzione dell’antico mulino ad acqua, con dimostrazioni pratiche e visite al museo
Loc. Lentino – Nibbiano
Tel. 0523 998307 – 334 9967955 -
info@mulinodellentino.it – www.mulinodellentino.it

Ristorante La Palta
A pranzo e a cena un menu letterario realizzato appositamente per l’evento
Loc. Bilegno – Borgonovo Val Tidone
Tel. 0523 862103 -
lapalta@libero.it – www.lapalta.it

Ristorante Le Proposte
Alle 12,30 aperitivo letterario per gli ospiti con la presentazione del libro Ristorantopoli, alla presenza dell’autore Mauro Zucconi
Loc. Corano – Borgonovo Val Tidone
Tel. 0523 845503 -
info@ristoranteleproposte.it – www.ristoranteleproposte.it

PER INFORMAZIONI
Associazione laValtidone - Tel. 349 3512045 -
associazione.lavaltidone@email.it

GL.editore - Tel. 331 6872138 -
gl.editore@alice.it

www.lacollinainbocca.blogspot.com

venerdì 14 agosto 2009

più profumi inebrianti che puoi




Itaca
Quando ti metterai in viaggio per Itaca
devi augurarti che la strada sia lunga,
fertile in avventure e in esperienze.
I Lestrigoni e i Ciclopi
o la furia di Nettuno non temere,
non sarà questo il genere di incontri
se il pensiero resta alto e un sentimento
fermo guida il tuo spirito e il tuo corpo.
In Ciclopi e Lestrigoni, no certo,
ne' nell'irato Nettuno incapperai
se non li porti dentro
se l'anima non te li mette contro.
Devi augurarti che la strada sia lunga.
Che i mattini d'estate siano tanti
quando nei porti - finalmente e con che gioia -
toccherai terra tu per la prima volta:
negli empori fenici indugia e acquista
madreperle coralli ebano e ambre
tutta merce fina, anche profumi
penetranti d'ogni sorta; piu' profumi inebrianti che puoi,
va in molte città egizie
impara una quantità di cose dai dotti.
Sempre devi avere in mente Itaca -raggiungerla sia il pensiero costante.
Soprattutto, non affrettare il viaggio;
fa che duri a lungo, per anni, e che da vecchio
metta piede sull'isola, tu, ricco
dei tesori accumulati per strada
senza aspettarti ricchezze da Itaca.
Itaca ti ha dato il bel viaggio, senza di lei mai ti saresti messo
sulla strada: che cos'altro ti aspetti?
E se la trovi povera, non per questo Itaca ti avrà deluso.
Fatto ormai savio, con tutta la tua esperienza addosso
Già tu avrai capito ciò che Itaca vuole significare.
Kostantin Kavafis
questa è la poesia-storia che mi è girata in testa per tutto il tempo che ho trascorso nella degustazione di un bicchiere di straordinaria e potentissima Malvasia, con una gradazione di 14,5°, con un nome e una storia particolarissima.

L'esperienza l'ho vissuta alla Palta di Bilegno, un ristorante dove il bianco predomina, a cominciare dalle curate amatissime orchidee per finire alla immacolata divisa e al radioso sorriso di Isa, la cuoca di casa.
Forse la poesia di Kavafis che parla di Itaca si sposa idealmente a questo vino che, più di ogni altra Malvasia finora assaggiata, ti ricorda l'origine antica e mediterranea, ti fa immaginare il percorso che i ceppi della vite hanno fatto, nei secoli scorsi, attraverso i mari per trovare posto sulle colline italiane, sull'appennino piacentino attraversato dalle legioni di Annibale.
Sta di fatto che questo vino è impossibile berlo in maniera distratta; la complessità dei suoi profumi è talmente invadente che occupa ogni spazio dei sensi.
Una Malvasia così l'ha voluta Roberto, il marito di Isa e sommelier della Palta, capendone originalità e potenzialità durante una degustazione di questo vino ai suoi albori, nei primi mesi del 2008.



I Colli Piacentini devono molto alla Malvasia, in particolare nella versioni passita che sta delinenando l'auspicata identità di questo territorio vinicolo. Ma Roberto l'ha voluta in altro modo e, insieme al produttore Enrico Sgorbati, lo hanno spiegato in etichetta:
"questo unico vino è frutto di un'attenta selezione di uve Malvasia aromatica di Candia, coltivata in un piccolo appezzamento di soli 0.85 ettari, costituito da 4 particelle catastali (141, 143, 142, 144), dove particolari condizioni di microclima rendono questo prodotto unico e irripetibile. La vendemmia è avvenuta il 12 novembre 2007 e acini ricoperti in parte da muffa nobile sono stati pigiati in modo soffice, fermentando in piccole botti da 225 litri per dodici mesi. Sono state selezionate da Roberto ed Enrico solo 3 botti che hanno prodotto 900 bottiglie."
Sul fronte dell'etichetta il nome del vino: UNA, scritto con un elegantissimo carattere, e una frase di Roberto che dice "una vigna, una varietà, una vendemmia, una mano, una bottiglia racchiude un pensiero".
Viene voglia di suggerire un'aggiunta: "una esperienza davvero unica"!!

Luigi Franchi
La Palta
Loc. Bilegno – Borgonovo Val Tidone
Tel. 0523 862103 - http://www.lapalta.it/

Una tavola lunga un secolo





Bella la mostra, bello il catalogo, bello il luogo ospitante! Stiamo parlando di “Una tavola lungo un secolo: il made in Italy nella storia della cucina italiana del XX secolo”, una mostra curata da Anna e Gianfranco Gasparini, con la consulenza di due mostri sacri della gastronomia italiana Eugenio Medagliani e Paola Ricas, in corso a Milano fino al 25 settembre.Cominciamo dal luogo che la ospita: la Design Library, in via Savona 11. Una struttura, affiancata da un delizioso caffè ristorante, dove sono raccolte le annate di oltre 5.000 riviste internazionali di design, che affiancano libri e importanti donazioni che costituiscono il patrimonio consultabile dagli associati.In questo spazio si tengono mostre, come quella in corso, e incontri ogni giovedì sull’ampia tematica che il design coinvolge. La mostra invece è ricavata in uno spazio interno, suddivisa in otto sezioni esaltate da un sapiente gioco di luci e cromatismi. Le teche in cui sono riposti gli oggetti richiamano le gabbie in legno e fil di ferro in cui venivano riposti appesi in cantina i formaggi e i salumi tagliati, per evitare che i topi abitanti delle cantine facessero man bassa.Ogni sezione richiama all’incirca un decennio, con oggetti derivanti in gran parte dagli archivi Richard Ginori e Ballarini 1889. In rassegna passano un mare di ricordi, sapori e sensazioni tattili. Le sezioni hanno per titoli: il primo Novecento tra povertà e grande cucina; la cucina di guerra; la cucina e il periodo futurista; la diffusione della cultura in cucina; la cucina della trattoria; il benessere e il consumo alimentare diffuso; la nuova cucina italiana; la creatività e la sperimentazione. Un’ultima sezione riguarda la tradizione che si rinnova, dove Richard Ginori e Ballarini 1889 presentano la loro attività di ricerca nel campo delle attrezzature per cucina. Per ogni sezione viene indicato il piatto dell’epoca, ricette riprodotte in piccole sculture di ceramica su un grande pannello: dal timballo di maccheroni alla milanese di Auguste Escoffier al raviolo a mano di Pietro Leemann. Infine il catalogo, rigorosamente in edizione bilingue italiano-inglese, edito dall’editore mantovano Corraini, che riassume ogni dettaglio della mostra, consentendo un approfondimento successivo ad una visita che consigliamo a tutti.Nel catalogo sono ripresi i testi della mostra, tutti gli oggetti con le relative didascalie di approfondimento, le ricette. E’ un libro multifunzionale per chi ama la cucina in ogni sua componente.


Luigi Franchi


Una tavola lunga un secolo
Design Library
Via Savona 11 – Milano
Aperta fino al 25 Settembre
Da lunedì a venerdì dalle 10 alle 18,30
Sabato dalle 10 alle 17
Ingresso libero
Tel. 02/89421225
Catalogo Corraini Edizioni Euro 18,00




Marche e oggetti che hanno unito l’Italia


Si dice che l’Italia è una nazione ancora giovane, nonostante si avvicini il traguardo dei 150 anni dall’unità del Paese (1861-2011), ma leggendo il bel libro progettato da Giulio Iacchetti per Corraini Edizioni viene da pensare che se l’Italia è giovane è perché gli elementi unificanti sono comparsi solo nel dopoguerra e grazie all’avvento della televisione che ha provveduto alla loro divulgazione. Italianità, questo il titolo, racconta trenta storie scritte da altrettanti autori sugli oggetti e sui percorsi che ci unificano. Si comincia con gli spaghetti aglio e olio e peperoncino per finire con il colore delle case cantoniere. In mezzo i racconti di storie e gesti che ogni persona vissuta pienamente tra gli anni 50 e gli anni 90 ha fatto oppure no; come per esempio spedire al signor Panini, in una busta chiusa, i francobolli per ricevere le poche figurine mancanti dell’album dei calciatori. Nessuno ha mai confessato quel terribile gesto di sconfitta!Il libro è ricco di scoperte e di suggerimenti. Tra le tante il nome della donnina del dado Star; si chiama Lucia ed è la moglie del pittore brianzolo Debbia, che la ritrasse sorridente nel 1968. Ma anche che per aglio e olio sono di rigore gli spaghettini al posto dei vermicelli, hanno una superficie di contatto con il condimento quasi doppia e nel piatto se ne contano 269 al posto di 97 vermicelli.


L.Franchi


Italianità
Un progetto di Giulio Iacchetti
AA.VV.
Illustrazioni di Ale+Ale
Corraini Edizioni
Euro 15,00

www.corraini.com

Dove c’è un fiume c’è sempre un ponte..


Leggevo Confini dei Volatori Rapidi mentre accanto avevo l’ultimo numero di Diario, tornato in edicola con una monografia dedicata al termine confine. Mi soffermo sulle parole del geografo Franco Farinelli che afferma “l’autentico effetto della globalizzazione è che la Terra ha imposto finalmente di essere pensata per quello che è, un globo. Noi, per stare tranquilli, abbiamo sempre avuto bisogno di confini: una sfera, invece, di limiti non ne ha”. Forse, anzi sicuramente, le due cose non c’entravano niente ma da quella frase ho iniziato per leggere il libro come una sfera, senza limiti, pregiudizi o condizionamenti. Un ottimo esercizio per capire che ci sono persone che faranno strada nella letteratura. Non c’è una riga fuori posto e, dal momento che non credo che una piccola casa editrice come quella che ha pubblicato il libro dei Volatori Rapidi abbia un potentissimo “ufficio editing”, vuol dire che questo è un libro fatto bene all’origine, con tanto valore in più.Loro, i Volatori Rapidi, sono in sedici, esattamente otto donne e otto uomini, si muovono bene insieme, collezionano premi, scrivono racconti sui quotidiani locali, fanno un sacco di presentazioni ed ognuno mantiene comunque la sua sfera, quella che di limiti non ne ha. Questo costringerà il lettore ad uno sforzo moltiplicatore per seguirli tutti negli anni a venire, ma credo che ne varrà la pena. I loro nomi: Emanuela Affaticati, Giusy Cafari Panico, Angelo Calza, Pietro Chiappelloni, Sergio Cicconi, Agostino Damiani, Francesco Danelli, Chiara Ferrari, Alessandra Locatelli, Elisabetta Paraboschi, Federico Puorro, Doriana Riva, Monia Sogni, Ottavio Torresendi, Melissa Toscani, Luigi Tuveri.

Luigi Franchi

Confini
Volatori Rapidi
Edizioni Domino
Euro 15,00

solobellestorie: 28 settembre 2008, flight QR034

solobellestorie: 28 settembre 2008, flight QR034

sabato 8 agosto 2009

28 settembre 2008, flight QR034


«… passando per i frutteti della Zambonina, dei Marchi, di Ca’ Pilastri, Bondiocca, Sagradello, Colombara, si giunge a Soarza, distante dal Po solo due chilometri e mezzo … Soarza (m.37, 600 abitanti, da Piacenza chilometri 31) è un paese che emerge compatto, in una campagna verde vastissima, con la guglia del suo campanile, gli edifici rossicci che Luigia Picasso Ratto Dall’Orso ha lasciato con circa undicimila pertiche di terra alle opere benefiche di Genova e di Soarza, d’accordo con la figlia Giulia (testamento del 1907) … Nel 1974, per disposizione del pio lascito Picasso, presieduto dal cardinal Siri, terreni e fabbricati sono stati venduti ai fittabili, dopo tre aste infruttuose alle quali si interessò anche il cantante Adriano Celentano».

Così recita l’insuperabile guida antologica “Valdarda e Valchero” di Gianfranco Scognamiglio e Gino Macellari del 1975.Un pezzo di storia che porta a vedere da vicino gli edifici rossicci in cui oggi trova posto l’azienda agricola Cascina Pizzavacca (www.pizzavacca.it) delle famiglie Pisaroni, i fittabili di allora. Sono infatti ben più di cinquant’anni che Angelo Pisaroni lavora quelle terre e quei frutteti, a lui sono succeduti i figli Bruno e Mauro ed ora i figli dei figli: Emanuele e Filippo. Le cascine ospitate in quegli edifici rossicci hanno fatto un pezzo di storia di questo territorio piatto, assolato ma altrettanto generoso nel fornire grano, cereaili e frutta, moltissima frutta. Negli anni scorsi in questi luoghi c’erano i granai in cui venivano stoccati i raccolti di tutti i piccoli agricoltori della zona, per una vendita consortile che garantiva maggior potere contrattuale.Oggi sono cambiate molte cose, cerealicoltura e zootecnia non costituiscono più fonti di reddito adeguate ma i figli dei figli amano troppo queste terre e il loro sentirsi contadini per abbandonarle; dopo gli studi in agraria decidono di restare: Filippo ad occuparsi dell’ortofrutta, Emanuele a pensare al nuovo che da qualche parte deve pur esserci. Il periodo sabbatico lo porta a girare per fiere dell’agroalimentare finchè non si imbatte “in uno stand che commercializza spezie in bottiglie particolari”.Piante ornamentali fu la prima idea, la seconda suggeritagli da Gilberto, il bibliotecario della Cattolica di Piacenza dove aveva studiato, fu la produzione di nettari di frutta e di prodotti dell’orto da preparare secondo le ricette di casa. Tre mesi in giro a cercar tecnologia, cominciando “dal grosso pentolone necessario a preparare la giardiniera della mamma e la salsa verde di nonna Natalina, grande cuoca. – ricorda Emanuele - A sera, per un’intera estate, con la mamma a cuocere a bagnomaria tutte le sei verdure della ricetta, assemblarle con calcolo matematico, assaggiarle e migliorarle”.Poi l’acquisto delle attrezzature necessarie, l’utilizzo della frutta coltivata dal cugino Filippo e dallo zio Mauro, il coinvolgimento di papà Bruno a capo della produzione, e lui in giro a promuovere, far conoscere, creare relazioni e appassionare altri alla valorizzazione di quel territorio piatto, assolato e nebbioso senza misura ma altrettanto generoso.“Un solo punto era fermo in questo tentativo; le scelte produttive dovevano essere serie. – afferma emanuele – Lotta integrata in pieno campo, nessuna stabilizzazione del prodotto, materie prime dei nostri campi o, per prodotti non territoriali come le arance o i pompelmi, di fornitori affidabili, trasformazione in base alla produzione e, soprattutto, il sostegno dell’Università Cattolica di Piacenza, dove sono andato per cercare conforto alla mia idea trovando grande collaborazione”.Ad un certo punto, a furia di lasciare in giro campioni, far assaggiare, raccontare arriva la svolta generata dal passaparola: i nettari della famiglia Pisaroni, oltre alle boutique gastronomiche delle province circostanti arrivano nello show-room di Gucci a Milano.Nell’ufficio di Emanuele campeggia, appoggiato al muro che prima o poi lo vedrà incorniciato, un cartone da imballo con scritte a pennarello che raccontano della telefonata di un certo Ibraihm dal Qatar che gli commissiona una fornitura di nettari di frutta.Le scritte riportano la data del 28 settembre 2008, la sigla di un volo, gli orari di partenza e di arrivo, le modalità doganali e quantaltro.“Ero in cortile e non aveo altro che questo cartone su cui scrivere tutto. Stavo parlando con il referente del sultano del Qatar e non capivo più niente, neppure se era uno scherzo”.Non era uno scherzo, i nettari sono sulla tavola del sultano. Ma adesso sono anche nello spaccio che la famiglia ha aperto per i clienti che diventano ogni giorno di più.

Luigi Franchi