lunedì 31 ottobre 2011
L’idea di dieta mediterranea secondo Angelo Sabatelli
I Bartolini
Da quel momento un crescendo
di successi, di idee, di innovazione sempre e comunque coniugata alle origini,
alla bellezza del porto-canale su cui si affacciano le verande dei due locali.
Stefano mi porta con sé, mentre va a scegliere il pescato della sera, al
mercato sulla riva opposta del porto, lui in bicicletta e io a piedi
affascinato dai colori delle case e delle vele che si riflettono nel canale. Il
breve tragitto è un continuo trillare del cellulare a cui arrivano le
prenotazioni, forse l’unico patron
che prende le prenotazioni in bicicletta. Questa è vita!
A cena, la sera dopo il nostro
occasionale incontro, non avevo che l’imbarazzo della scelta ed è caduta
sull’Osteria del Gran Fritto, sulla voglia di vivere davvero e fino in fondo il
piacere di questo mare e di questa terra. Un menu ricchissimo di tutte le
specialità romagnole, tranne “gli
spaghetti allo scoglio”. Indimenticabile il risotto, che Stefano ha
definito “di una volta”: zanchette,
paganelli, saraghine e altri pesci piccoli dell’Adriatico restano a cuocere per
ore in acqua e conserva di pomodoro, in cui poi viene gettato il riso.Il Prosciutto di Sauris, dai mille metri in sù
Mangiare mediterraneo
Massimo Bottura: senza il dubbio si smette di crescere
Massimo, è risaputo, è un grande appassionato di arte
contemporanea e i suoi stessi piatti ne sono costantemente influenzati. Ma non
è solo una visione gastronomica, è l’anima e la mente che sono in sintonia con
alcuni grandi artisti del Novecento, come Kandiskji; una sintonia che li
accomuna nel legame con la propria terra.Lo Speck Alto Adige, un segreto tramandato
Oscar Farinetti: l’educazione al gusto è fondamentale
Chianina bianca ed elegante
La scelta più ardua è stabilire dove comincia il viaggio
in cerca della Chianina. Ogni vallata, ogni paese, ogni azienda agricola delle
regioni dell’Italia centrale è un buon punto di partenza. E ognuno ne rivendica
la paternità. La scelta è quella di un breve viaggio attraverso la provincia di
Siena fino ai suoi confini con la provincia di Arezzo, partendo dalla Val
d’Orcia, dal 2004 eletta dall’Unesco Patrimonio Mondiale dell’Umanità. La
stalla è quella del signor Sergio, agricoltore e custode delle Chianine di proprietà
di Podere Forte, un’azienda multifunzione che si trova a Castiglione d’Orcia:
134 ettari coltivate a vite, ulivo e grano, dove, nella parte boschiva, vivono
in ampi spazi i maiali di Cinta senese e le galline livornesi a cui il
proprietario, Pasquale Forte, ha dedicato i pollai ambulanti, una sorta di
casette che vengono spostate di terreno in terreno per consentire la
riproduzione dello stesso.Davide Oldani: la mia cucina Pop

E tre! Parlo dei libri che, in soli tre anni, ha scritto Davide Oldani, il cuoco riconosciuto come ideatore della cucina Pop; l’ultimo libro, POP la nuova grande cucina italiana, destinato a diventare un long-seller per i contenuti che esprime, riassume sette anni di vita, di amicizie, di idee. Tanti ne sono passati da quel 23 ottobre 2003 quando Davide, reduce da esperienze che lo hanno visto lavorare al fianco di Albert Roux, Alain Ducasse, Gualtiero Marchesi e Pierre Hermé,
decise di aprire il suo ristorante, nella sua Cornaredo, con la sua precisa idea di ristorazione che, in un work in progress, non si è mai discostata da un concetto fondamentale: il rispetto e il valore che hanno i collaboratori, gli ospiti e i fornitori del D’O.
Il nome del ristorante non è, contrariamente a come si può facilmente pensare, una sorta di acronimo di Davide Oldani, ma è anch’esso una piccola idea che fa parte della filosofia del
cuoco intesa come “dare”. Il ristorante è salito agli onori delle cronache per una molteplicità di motivi - la qualità del servizio, la bontà dei piatti, la lunga lista d’attesa – ma, su tutti, il prezzo:
accessibile, alla portata di tutti.

Come si cambia?
“Ogni persona è portata al cambiamento, positivo o negativo che sia; dipende dall’educazione,
dall’esperienza, dai sacrifici. Io ritengo di essere cambiato in maniera positiva. Le cose che ho fatto le ho sognate, prefissate e perseguite. E intendo continuare in questa direzione.”
“Questa è una domanda da fare alla gente che viene al D’O. Perché sono disposti ad aspettare, anche mesi, pur di venire o tornare qui? La mia cucina è fatta e pensata per piacere a tanti,
di ogni estrazione sociale. Ed è il pubblico che decide, perché ne ha le competenze. Noi non possiamo fare altro che organizzare nel migliore dei modi queste richieste. La prenotazione viene presa dalle 10 alle 12 e dalle 18 alle 20; ricordiamo di riconfermarla una settimana prima; specifichiamo che non accettiamo carte di credito (un altro buon modo per contenere i costi ndr). Tutti dettagli che fanno della prenotazione un elemento di rispetto per tutti.”
“È la cosa più importante. Da guardare dal basso verso l’alto e non il contrario, come a volte succede. Perdere un ospite non vuol dire un mancato guadagno ma significa perdere la massima gratificazione di questo lavoro: vedere persone con il sorriso, sapere che in quel momento stanno bene grazie a te.”
“Rappresenta l’altra faccia della mia filosofia. Al pari dell’ospite è fondamentale. Io ho una grande passione per il calcio e per questo mi piace parlare di vivaio. Ma devo essere sempre all’altezza di formarlo, di fargli fare esperienza, qui e altrove, per poi riprenderlo indietro. La porta, al D’O, è sempre socchiusa.”
“Ci lavoro tutti i giorni. Cerco, in ogni modo, di affermare e mantenere l’identità. Della mia persona e del mio cibo. E credo molto nell’equilibrio, anche quello dei contrasti, di sapori per
il cibo e di stati d’animo per le persone, ma sempre in maniera equilibrata.
“Con il giusto abbinamento si raggiunge il massimo del godimento. Ma è anche l’obiettivo più difficile. Io parto dall’idea che un buon cibo non ha bisogno di liquidi, neppure dell’acqua.
Questo non significa che io sia contrario al vino, tutt’altro, e la prova è data da alcune scelte: la creazione di una specifica linea di bicchieri che ho chiamato VerreD’O; una carta dei vini importante ed equilibrata; la scelta del servizio al calice. Semplicemente, se voglio davvero godere del piatto, allora devo scegliere quel grande vino.”

“Sono un’altra componente fondamentale della mia cucina Pop, con gli ospiti e i collaboratori. Con loro il rapporto è di stabilità e rispetto. Ne ho cambiati solo due, in sette anni, e non per contrasti. Il pagamento avviene alla consegna della fattura e questo crea un rapporto di grande collaborazione. Credo che non possa prendermi la responsabilità di essere un imprenditore senza assumerla, per principio, versochi lavora con me e per me. Mi piace rispettare la gente.”
“È più importante dirle con chi mangio. Con persone che mi fanno star bene, con una buona compagnia, interessante e intelligente.”
“Il risotto alla milanese di mia mamma. Può sembrare banale ma non lo è. Mi ha insegnato molto, a partire da quel risotto.”
“Amo leggermente di più lo zucchero che il sale.”
Con questa semplice affermazione, Davide Oldani riassume un mondo.
lunedì 27 settembre 2010
Il Letterario Po, dal 30 settembre al 3 ottobre

La presentazione
Un fiume così celebrato in letteratura non poteva non avere il suo festival! Da questa semplice considerazione nasce la prima edizione del festival “Il Letterario Po”, in programma da giovedì 30 settembre a domenica 3 ottobre 2010.
Sono molti i titoli, i racconti, le poesie che parlano del Po, per non citare la miriade di articoli di giornali o servizi televisivi, a cominciare dal più noto: quel viaggio intrapreso da Mario Soldati nel 1956 – Viaggio lungo la valle del Po – che fu uno dei primi e insuperati esempi di documentario antropologico della televisione italiana.
Il Letterario Po è un festival che vuole dare voce alla cultura, alle tradizioni, alle genti, ai luoghi e ai prodotti del fiume più lungo e letterario d’Italia. Un fiume linea di confine ma anche aggregatore di tradizioni, di stili di vita, di linguaggio. Come scrive Marco Belpoliti: “Il Po è insieme Natura e Cultura. Gli scrittori l’hanno sempre saputo.”
I luoghi del Festival
Questa prima edizione viene ospitata in due luoghi della Bassa Parmense. Il primo è l’Antica Corte Pallavicina a Polesine Parmense, un esempio straordinario di cultura e accoglienza, storia ed economia, del Po. Si tratta di un Relais ricavato in un castello del 1300, appartenente ai Pallavicino signori del tempo, completamente ristrutturato dalla famiglia Spigaroli, ristoratori e produttori di Culatello. www.acpallavicina.com
Il secondo luogo è il Museo del Mondo Piccolo di Guareschi, a Fontanelle di Roccabianca, luogo di nascita di Giovannino Guareschi, www.mondopiccolofontanelle.it
Il programma
Giovedì 30 settembre, ore 21
nelle storiche cantine dell’Antica Corte Pallavicina
Marco Sironi, intervistato da Gino Delledonne, presenta Riga 28: Gianni Celati – Marcos Y Marcos Editore
Venerdì 1 ottobre, ore 21
nelle sale del Museo del Mondo Piccolo di Guareschi, a Fontanelle di Roccabianca,
Monica Nastrucci e Giuseppe Pederiali presentano
Il fantastico mondo di Giuseppe Pederiali – Diabasis edizioni
Sabato 2 ottobre, ore 11, aperitivo letterario
sull’aia dell’Antica Corte Pallavicina
Presentazione del libro Il coraggio e la pianura – Albatros Edizioni
Conversazione con l’autrice Claudia Alfieri
Sabato 2 ottobre, ore 15,30, merenda letteraria
sull’aia dell’Antica Corte Pallavicina
Presentazione del libro L’oca in dal bronson– Diabasis edizioni
Conversazione con l’autrice Laura Zilocchi
Sabato 2 ottobre, alle ore 17
nelle storiche cantine dell’Antica Corte Pallavicina
Proiezione e incontro con gli studenti dell’Università di Scienze Gastronomiche di Pollenzo, autori del film
Alla ricerca del Grande Fiume
Sabato 2 ottobre, ore 20,
cena letteraria nel Ristorante dell’Antica Corte Pallavicina
Presentazione del libro La dispensa di Don Camillo – Guido Tommasi Editore
Conversazione con gli autori Andrea Grignaffini, Giorgio Grignaffini ed Enrico Sisti
Domenica 3 ottobre, ore 11, aperitivo letterario
sull’aia dell’Antica Corte Pallavicina
Presentazione del libro Il ponte delle maravegie – Diabasis edizioni
Conversazione con l’autore Gabriele Franceschi
Domenica 3 ottobre, ore 16, merenda letteraria
sull’aia dell’Antica Corte Pallavicina
Presentazione del libro Lungo il Po– Guido Tommasi Editore
Conversazione con l’autore Michele Marziani
Gli eventi collaterali
All’Antica Corte Pallavicina, saranno allestite due mostre:
Il Po in bianco e nero e in punta di matita – disegni a matita di Antonio Gatti
Acque – mostra fotografica collettiva
In funzione due bookshop: uno con i libri in presentazione e molti altri gestito dalla Libreria La vecchia talpa di Fidenza; l’altro con libri usati, sempre dedicati al tema, gestito dalla Libreria Bookbank di Piacenza. Inoltre sarà allestita la bancarella dei prodotti del Grande Fiume, gestita direttamente dalle genti dell’Antica Corte Pallavicina.
Per partecipare alla Cena Letteraria di Sabato 2 ottobre è utile la prenotazione: tel. 0524936539.
Il costo è di € 50,00.
Per informazioni:
Terre Verdiane
Tel. 3316872138 - info@terreverdianenews.info - www.terreverdianenews.info
Relais Antica Corte Pallavicina - Strada del Palazzo Due Torri, 3 – Polesine Parmense
Tel. 0524936539 relais@acpallavicina.com www.acpallavicina.com








