lunedì 31 ottobre 2011

Davide Oldani: la mia cucina Pop


E tre! Parlo dei libri che, in soli tre anni, ha scritto Davide Oldani, il cuoco riconosciuto come ideatore della cucina Pop; l’ultimo libro, POP la nuova grande cucina italiana, destinato a diventare un long-seller per i contenuti che esprime, riassume sette anni di vita, di amicizie, di idee. Tanti ne sono passati da quel 23 ottobre 2003 quando Davide, reduce da esperienze che lo hanno visto lavorare al fianco di Albert Roux, Alain Ducasse, Gualtiero Marchesi e Pierre Hermé,
decise di aprire il suo ristorante, nella sua Cornaredo, con la sua precisa idea di ristorazione che, in un work in progress, non si è mai discostata da un concetto fondamentale: il rispetto e il valore che hanno i collaboratori, gli ospiti e i fornitori del D’O.
Il nome del ristorante non è, contrariamente a come si può facilmente pensare, una sorta di acronimo di Davide Oldani, ma è anch’esso una piccola idea che fa parte della filosofia del
cuoco intesa come “dare”. Il ristorante è salito agli onori delle cronache per una molteplicità di motivi - la qualità del servizio, la bontà dei piatti, la lunga lista d’attesa – ma, su tutti, il prezzo:
accessibile, alla portata di tutti.
Immutato dal giorno dell’apertura, sette anni fa, al punto che ormai si potrebbe identificarlo con una serie di numeri magici e fortunati: 11,50 euro a pranzo, 32 euro il menu degustazione della sera. Ma è solo il prezzo a restare immutato in questo percorso, di cui parliamo con il patron del D’O.
Come si cambia?
“Ogni persona è portata al cambiamento, positivo o negativo che sia; dipende dall’educazione,
dall’esperienza, dai sacrifici. Io ritengo di essere cambiato in maniera positiva. Le cose che ho fatto le ho sognate, prefissate e perseguite. E intendo continuare in questa direzione.”
Nel suo libro racconta come è nata l’idea della cucina Pop. Ricorda chi fu ad usare questa espressione, da cui poi è nato tutto il movimento?
“Appena aperto fui intervistato da un giornalista, se ben ricordo Regazzoni, che aveva perfettamente capito tutto ciò che stavo facendo. Fu lui a coniare il termine Pop applicato alla mia cucina, nel senso di “popolare” o, ancor meglio, “popolano”. Si tratta di un concetto, di un’idea che tiene conto di tutto quello che mi permette di fare una cucina di alta qualità, a prezzi contenuti, per tutti. A cominciare dalla stagionalità delle materie prime fino al know-how del cuoco che sa scegliere, ridurre gli sprechi e gli scarti.”
Perché si è creata questa lista d’attesa per venire al D’O?
“Questa è una domanda da fare alla gente che viene al D’O. Perché sono disposti ad aspettare, anche mesi, pur di venire o tornare qui? La mia cucina è fatta e pensata per piacere a tanti,
di ogni estrazione sociale. Ed è il pubblico che decide, perché ne ha le competenze. Noi non possiamo fare altro che organizzare nel migliore dei modi queste richieste. La prenotazione viene presa dalle 10 alle 12 e dalle 18 alle 20; ricordiamo di riconfermarla una settimana prima; specifichiamo che non accettiamo carte di credito (un altro buon modo per contenere i costi ndr). Tutti dettagli che fanno della prenotazione un elemento di rispetto per tutti.”
Cos’è per lei l’ospite?
“È la cosa più importante. Da guardare dal basso verso l’alto e non il contrario, come a volte succede. Perdere un ospite non vuol dire un mancato guadagno ma significa perdere la massima gratificazione di questo lavoro: vedere persone con il sorriso, sapere che in quel momento stanno bene grazie a te.”
Quanto conta la squadra, o meglio il vivaio, come ama definirlo?
“Rappresenta l’altra faccia della mia filosofia. Al pari dell’ospite è fondamentale. Io ho una grande passione per il calcio e per questo mi piace parlare di vivaio. Ma devo essere sempre all’altezza di formarlo, di fargli fare esperienza, qui e altrove, per poi riprenderlo indietro. La porta, al D’O, è sempre socchiusa.”
Nella sua idea di cucina Pop c’è il desiderio di riportare il cibo alla sua dimensione quotidiana, oggetto e soggetto di relazioni. Pensa di esserci riuscito?
“Ci lavoro tutti i giorni. Cerco, in ogni modo, di affermare e mantenere l’identità. Della mia persona e del mio cibo. E credo molto nell’equilibrio, anche quello dei contrasti, di sapori per
il cibo e di stati d’animo per le persone, ma sempre in maniera equilibrata.
Solo in questo modo s’identificano i buoni piatti e le buone persone.” Che importanza attribuisce al vino e al giusto abbinamento?
“Con il giusto abbinamento si raggiunge il massimo del godimento. Ma è anche l’obiettivo più difficile. Io parto dall’idea che un buon cibo non ha bisogno di liquidi, neppure dell’acqua.
Questo non significa che io sia contrario al vino, tutt’altro, e la prova è data da alcune scelte: la creazione di una specifica linea di bicchieri che ho chiamato VerreD’O; una carta dei vini importante ed equilibrata; la scelta del servizio al calice. Semplicemente, se voglio davvero godere del piatto, allora devo scegliere quel grande vino.”
Che rapporto ha con i fornitori? Come li sceglie? Come li paga?
“Sono un’altra componente fondamentale della mia cucina Pop, con gli ospiti e i collaboratori. Con loro il rapporto è di stabilità e rispetto. Ne ho cambiati solo due, in sette anni, e non per contrasti. Il pagamento avviene alla consegna della fattura e questo crea un rapporto di grande collaborazione. Credo che non possa prendermi la responsabilità di essere un imprenditore senza assumerla, per principio, versochi lavora con me e per me. Mi piace rispettare la gente.”
Dove mangia, nei giorni di riposo?
“È più importante dirle con chi mangio. Con persone che mi fanno star bene, con una buona compagnia, interessante e intelligente.”
Qual è il suo piatto della memoria?
“Il risotto alla milanese di mia mamma. Può sembrare banale ma non lo è. Mi ha insegnato molto, a partire da quel risotto.”
E la materia prima o l’ingrediente che ama di più?
“Amo leggermente di più lo zucchero che il sale.”
Con questa semplice affermazione, Davide Oldani riassume un mondo.
Luigi Franchi
pubblicato su Catering, rivista della ristorazione e dei consumi fuori casa - Gennaio 2011

lunedì 27 settembre 2010

Il Letterario Po, dal 30 settembre al 3 ottobre






La presentazione
Un fiume così celebrato in letteratura non poteva non avere il suo festival! Da questa semplice considerazione nasce la prima edizione del festival “Il Letterario Po”, in programma da giovedì 30 settembre a domenica 3 ottobre 2010.
Sono molti i titoli, i racconti, le poesie che parlano del Po, per non citare la miriade di articoli di giornali o servizi televisivi, a cominciare dal più noto: quel viaggio intrapreso da Mario Soldati nel 1956 – Viaggio lungo la valle del Po – che fu uno dei primi e insuperati esempi di documentario antropologico della televisione italiana.
Il Letterario Po è un festival che vuole dare voce alla cultura, alle tradizioni, alle genti, ai luoghi e ai prodotti del fiume più lungo e letterario d’Italia. Un fiume linea di confine ma anche aggregatore di tradizioni, di stili di vita, di linguaggio. Come scrive Marco Belpoliti: “Il Po è insieme Natura e Cultura. Gli scrittori l’hanno sempre saputo.”

I luoghi del Festival
Questa prima edizione viene ospitata in due luoghi della Bassa Parmense. Il primo è l’Antica Corte Pallavicina a Polesine Parmense, un esempio straordinario di cultura e accoglienza, storia ed economia, del Po. Si tratta di un Relais ricavato in un castello del 1300, appartenente ai Pallavicino signori del tempo, completamente ristrutturato dalla famiglia Spigaroli, ristoratori e produttori di Culatello. www.acpallavicina.com
Il secondo luogo è il Museo del Mondo Piccolo di Guareschi, a Fontanelle di Roccabianca, luogo di nascita di Giovannino Guareschi, www.mondopiccolofontanelle.it

Il programma

Giovedì 30 settembre, ore 21
nelle storiche cantine dell’Antica Corte Pallavicina
Marco Sironi, intervistato da Gino Delledonne, presenta Riga 28: Gianni Celati – Marcos Y Marcos Editore

Venerdì 1 ottobre, ore 21
nelle sale del Museo del Mondo Piccolo di Guareschi, a Fontanelle di Roccabianca,
Monica Nastrucci e Giuseppe Pederiali presentano
Il fantastico mondo di Giuseppe Pederiali – Diabasis edizioni

Sabato 2 ottobre, ore 11, aperitivo letterario
sull’aia dell’Antica Corte Pallavicina
Presentazione del libro Il coraggio e la pianura – Albatros Edizioni
Conversazione con l’autrice Claudia Alfieri

Sabato 2 ottobre, ore 15,30, merenda letteraria
sull’aia dell’Antica Corte Pallavicina
Presentazione del libro L’oca in dal bronson– Diabasis edizioni
Conversazione con l’autrice Laura Zilocchi

Sabato 2 ottobre, alle ore 17
nelle storiche cantine dell’Antica Corte Pallavicina
Proiezione e incontro con gli studenti dell’Università di Scienze Gastronomiche di Pollenzo, autori del film
Alla ricerca del Grande Fiume

Sabato 2 ottobre, ore 20,
cena letteraria nel Ristorante dell’Antica Corte Pallavicina
Presentazione del libro La dispensa di Don Camillo – Guido Tommasi Editore
Conversazione con gli autori Andrea Grignaffini, Giorgio Grignaffini ed Enrico Sisti

Domenica 3 ottobre, ore 11, aperitivo letterario
sull’aia dell’Antica Corte Pallavicina
Presentazione del libro Il ponte delle maravegie – Diabasis edizioni
Conversazione con l’autore Gabriele Franceschi

Domenica 3 ottobre, ore 16, merenda letteraria
sull’aia dell’Antica Corte Pallavicina
Presentazione del libro Lungo il Po– Guido Tommasi Editore
Conversazione con l’autore Michele Marziani

Gli eventi collaterali
All’Antica Corte Pallavicina, saranno allestite due mostre:
Il Po in bianco e nero e in punta di matita – disegni a matita di Antonio Gatti
Acque – mostra fotografica collettiva
In funzione due bookshop: uno con i libri in presentazione e molti altri gestito dalla Libreria La vecchia talpa di Fidenza; l’altro con libri usati, sempre dedicati al tema, gestito dalla Libreria Bookbank di Piacenza. Inoltre sarà allestita la bancarella dei prodotti del Grande Fiume, gestita direttamente dalle genti dell’Antica Corte Pallavicina.

Per partecipare alla Cena Letteraria di Sabato 2 ottobre è utile la prenotazione: tel. 0524936539.
Il costo è di € 50,00.

Per informazioni:

Terre Verdiane
Tel. 3316872138 - info@terreverdianenews.info - www.terreverdianenews.info
Relais Antica Corte Pallavicina - Strada del Palazzo Due Torri, 3 – Polesine Parmense
Tel. 0524936539 relais@acpallavicina.com www.acpallavicina.com

domenica 31 gennaio 2010

Dalle Terre Traverse al Po - Martedì 9 febbraio, ore 18, Teatro Verdi a Fiorenzuola d'Arda




In questo libro si raccontano 65 storie di persone e di aziende, si descrivono 37 prodotti della terra e dell’acqua e 71 ricette della cucina tradizionale, in un viaggio che attraversa 9 comuni della Bassa Piacentina. Il territorio è quello che nel Medioevo era conosciuto come comitato Aucense, nel Rinascimento fu Stato Pallavicino e nel XXI secolo è diventato Terre Traverse.
Lungo questo lembo di terra orientale della provincia piacentina si è sviluppata la Strada dei sapori del Po e della Bassa Piacentina e le storie che qui vengono raccontate sono delle persone e delle aziende che aderiscono a questi due progetti di promozione territoriale.
È un viaggio, breve nella sua estensione, lunghissimo nelle emozioni e nelle sorprese che, ad uno sguardo attento, si svelano improvvise. Cascine e stalle trasformate in Case della memoria, quella contadina di vite semplici ma ricche di arguzia e umanità. Cibi che affondano le origini in culture antiche che in queste terre si sono contaminate e produzioni alimentari che traggono la loro qualità da una terra generosa e fertile. Tutto intorno un paesaggio uniforme, ma mai uguale a sé stesso, che trova il suo confine nel Po, che qui sembra non voglia mai andarsene via, attorcigliato com’è nelle molteplici anse.

Dalle Terre Traverse al Po
In viaggio tra cascine e sapori della Bassa Piacentina
Luigi Franchi
192 pagine - 12 €
GL.Editore
www.gleditore.com

giovedì 10 dicembre 2009

Biennale Internazionale dell’Arte Contemporanea di Firenze, dal 5 al 13 Dicembre 2009




Una rassegna di grande livello qualitativo, dove davvero vien voglia di dire “Se non è arte questa…”. Seicentocinquanta artisti, da 78 paesi, per 2000 opere esposte; uno sguardo sul mondo di straordinario impatto emotivo. Tra le cose che mi hanno colpito di più i lavori di Agnieszka Kurek, Kiki Fleming, Lisa Davis, Esteban Morales, Al Wildey, Charly Martinez, Eileen Chan, Eugenia Esteban, oltre all’artista piacentina Brigitta Rossetti.

“L’arte deve disturbare. La scienza deve rassicurare.” Lo scriveva George Braque e questa frase sintetizza al meglio la creazione dell’opera che Brigitta Rossetti ha scelto di presentare alla Biennale di Firenze: il titolo dell’istallazione è Entering the obsession.
L’obiettivo duplice: l’inizio di un viaggio che potrà condurre alla scoperta come alla sconfitta, attraverso un percorso dall’esperienza visibile comune al mondo intellettivo ed intellegibile individuale; la necessità dell’artista di sensibilizzare su uno dei mali più sottili dei nostri anni, l’ossessione appunto.
L’istallazione racchiude più opere e più tecniche in un’unica imponente rappresentazione, come a voler dare libertà alla poliedricità dei suoi metodi di lavoro e di passione: pittura, videoinstallazione, scultura, poesia in un insieme di segni, gli stessi che richiamano un paragone, forse arduo ma azzeccato, con un’affermazione di Eraclito, “non sarebbe affatto meglio se le cose andassero come gli uomini desiderano. A meno che non ti aspetti l’imprevedibile, non troverai mai la verità, perché è arduo scoprirla e arduo realizzarla. La natura ama nascondersi. L’oracolo di Delphi non parla né nasconde: dà semplicemente dei segni”.
Entering the obsession è il frutto di un lavoro dove Brigitta Rossetti si è misurata con il suo passato, con le esperienze che quotidianamente si presentano ai nostri occhi a cui non prestiamo la giusta attenzione, con persone che l’ossessione l’hanno vissuta direttamente o la affrontano per motivi professionali e umanitari, con le tante piccole o grandi monomanie che condizionano la vita quotidiana delle persone, come il fumo, l’ordine compulsivo ecc…
Un affresco corale, che parte da un dipinto, in acrilico su tela, che presenta, si legge nel testo critico della psicologa Alessandra Locatelli, “la condizione umana nella sua completa fragilità: la sagoma è nuda, indifesa, privata anche della maschera protettiva dei capelli, e sola. La scelta cromatica graffia il bianco ed il nero scoprendo un imprevisto verde, un’aurea di linfa vitale, un anelito generativo di nuova vita, tuttavia non eterno, caduco, sottoposto al tempo di una clessidra.”
Alla tela seguono due filmati video, girati e montati dall’artista, che diventano “lenti di ingrandimento sul suo stato interiore, tracce della memoria intima alternate fino a fondersi con la memoria collettiva umana. Il vicolo cieco dell’esistenza ripetuta in gesti che non trovano soddisfazione si stringe sulla condizione dell’oggi, permeata dallo scollamento tra l’io e l’es, entrambi contaminati e governati dal super-io.”
L’impatto è duro e coinvolgente, incanta l’osservatore trascinandolo in una sensazione indefinita ma che, l’artista sa, lo porterà inconsciamente a riflettere sulla condizione dell’ossessione: del corpo, del diverso, della malattia, del comportamento, dell’ossessione stessa.
Il risultato sociale potrebbe essere raggiunto ma il viaggio prosegue, con parametri di lettura diversi, più sensibili e attenti.
Con la terza opera, di nuovo pittorica, l’artista compie “un’immersione nel pensiero, tappa necessaria nel percorso di conoscenza; quasi a seguire la teoria della linea di Platone, affonda il pennello calandosi all’interno della lastra psichica, costruita secondo le dissezioni delle tracce mnestiche dell’uomo, trovandovi paure, contraddizioni, disagi e desideri. Un graffito in cui convergono indizi, tracce, segni, riconducibile alla mappa anatomica dell’attività cerebrale”, per approdare alla quarta sezione dell’istallazione, dove affiora la scultura.
Un intreccio di gomma che identifica, scrive Locatelli, “un cervello, nero, amorfo, illogico, sospeso in un’aggregazione futuristica in plexiglass, cola verso la linea più corta di tre microstrutture che sigillano polvere bianca.”
“Ho voluto unire in un’unica scultura il cervello, quindi il pensiero, e l’anima, bianca ma chiodata, separandoli, in modo che non si possano toccare: mi ricorda l’appeso delle carte della divinazione. È l’incomunicabilità che sottende molte relazioni, ridotte all’idea che ogni attore si fa di essa”, spiega Brigitta Rossetti.
Ma l’opera non si ferma qui e, attraverso l’istallazione, ci si propone di disturbare. Lasciando chi osserva libero. Di fare ciò che l’ossessione nega: decidere.
Ecco allora diversi Moleskine appesi, forma di un processo di coinvolgimento degli spettatori della Biennale, che potranno lasciare segni, parole, graffiti secondo l’emozione del momento. Nel primo Moleskine i disegni di Brigitta Rossetti che, nel lungo sviluppo delle pagine unite, traccia uccelli che si trasformano in lunghe figure umane che ne sorreggono altre che si trasformano in piante e cascate d’acqua, richiamando la natura come luogo per affrontare l’ossessione. Negli altri i testi e i disegni dei visitatori, di altri artisti, tra cui spicca il testo di un fotografo che racconta di “una nuvola di fumo creata da ottanta sigarette, in un grande stanzone squallido, colmo di ottanta anime che perse in un movimento circolare attorno ad una grande colonna posta al centro vagavano lì senza meta...
Così mi appariva ventitre anni fa un mondo a me sconosciuto...IL MANICOMIO.
Basaglia cinque anni prima aveva abbattuto le porte di quelle stanze senza tempo e senza senso,
ma non era riuscito ad abbattere l’invisibile muro che la società aveva costruito per dimenticarsi di quelle ottanta anime...Da allora molto tempo è passato e quelle stanze piene di sofferenza sono state abbattute, e quelle ottanta anime stanno cercando di tornare ad essere persone con una propria dignità ...dignità....
che cancelli dalle loro menti quel movimento circolare ed isterico attorno ad una colonna. Dignità che riesca ad abbattere il muro........il pregiudizio.”

http://www.florencebiennale.org/




sabato 31 ottobre 2009

Due piccole cose, ma molto molto belle




Le protagoniste si chiamano Elena Lavezzi e Maurizia Gentili, una fa la libraia e l’altra la pittrice. Elena ha organizzato una mostra nella sua intima libreria; Maurizia lo ha fatto nel Palazzo comunale del suo paese.
Il titolo della prima è “tra le pagine…”; quello della seconda “Castelli in aria”. Cosa le accomuna? Forse nulla, tranne il fatto che sono proprio brave nelle cose che fanno, con molta passione. E il fatto che sono mie amiche, anche se forse non si conoscono. Lo faranno…
Alla libreria BookBank, in Via Venturini 20 a Piacenza – fino al 7 novembre - sono esposti “quadri o meglio riquadri” in cui Elena ha applicato i segni che trova nei libri che lei acquista per poi rivenderli. La sua è una libreria di volumi usati, per questo la ritengo molto intima. Dentro ad ogni libro può capitare una sorpresa, una firma, una dedica, un ritaglio di giornale, una foto. Cose forse dimenticate che ci fanno riflettere sull’inutilità del “sempre”, ma che altrettanto scatenano emozione, curiosità, sogno, ricordi.
Elena ne ha scelti una piccola parte: ricette scritte a mano, cartoline, appunti di un insegnante sui voti della classe. Una lettera d’amore tra Piacenza e Bellaria, di quando si stava al mare per un mese di vacanza. Frammenti di intimità.
Nel castello Scotti, oggi residenza municipale di Carpaneto, Maurizia Gentili ha esposto quindici acqueforti che illustrano, su una magica tonalità color seppia, vinaccia e oro, i castelli del Piacentino e quelli, tanti, che si trovano sul territorio comunale di Carpaneto.
Vale la pena di vederli, anche perché sono dipinti con il vino e fa uno strano effetto guardare una nuvola fatta con il vino, da cui spunta una luna fatta con lamine d’oro che sovrasta i castelli. Per me il più bello è quello di Zena, ma gli altri non sono da meno. Un viaggio nel mistero, nei fantasmi, nel vino non perdere. Entro il 19 novembre.
Luigi Franchi

Per info: Elena 0523650255, Maurizia maurizia.gentili@alice.it

martedì 20 ottobre 2009

La collina in bocca - Luigi Franchi - GL Editore


Tutto è cominciato nell’inverno 2009 quando, dall’ente di formazione Ial Emilia-Romagna, fu proposto all’Associazione “laValtidone” di collaborare alla realizzazione di un corso sul marketing per le aziende della Val Tidone. Trovate le aziende avviene il primo incontro, in una fredda sera di neve, in un agriturismo. Alla presentazione intervenne Luigi Franchi, l’autore di questo libro, che esordì con queste parole «scordatevi che io venga qui, con lavagna luminosa e slide a spiegarvi cos’è e come si fa marketing. La mia idea, in questo corso, è che si riesca insieme a costruire un progetto concreto di promozione per il vostro lavoro.»
L’impatto fu subito positivo, anche perché la prima scoperta fu che imprenditori che vivevano ad un chilometro di distanza in linea d’aria neppure si conoscevano; la seconda scoperta furono le idee, i sogni, le ambizioni e i progetti, oltre alle storie di ognuno di questi imprenditori.
Le storie di queste persone sono raccontate in questa pubblicazione, che non è la solita guida su ciò che c’è da vedere e da fare ma un modo originale di raccontare un territorio, attraverso le scelte di vita di queste persone.
Rimasta ai margini del territorio provinciale per lunghi anni oggi la Val Tidone è forse la più conosciuta, sicuramente la più ricercata per chi vuole vivere davvero un diretto contatto con un ambiente naturale e incontaminato.
Il libro ha il merito di rendere quasi tangibile questa sensazione, raccontando le vite dei protagonisti e fornendo una preziosa mappatura delle produzioni tipiche che si possono trovare nelle loro aziende.
Il titolo nasce da una sorta di brain-storming che Luigi Franchi ha stimolato, nel corso di una delle lezioni, per trovare un nome accattivante in grado di coniugare le specificità del territorio e delle aziende, quel nome è diventato un blog e adesso il titolo del libro.

Valentino Matti

La collina in bocca
Luigi Franchi
GL.Editore
€ 9,00


Su questa riva - Rosalba Scaglioni - GL Editore


I racconti di questo libro costituiscono l’esordio di Rosalba Scaglioni con il suo vero nome. Sono racconti che parlano della gente e della vita di tutti i giorni, che ognuno di noi può scoprire prestando quel briciolo di attenzione in più, rispetto ad una quotidianità fatta di corsa, di disattenzione, di superficialità.
Usano il linguaggio del quotidiano, scritti nello stesso modo in cui si vive nella Bassa, osservatorio privilegiato dell’autrice che lì vive e lavora, dove il ritmo si fa, per forza di cose e del clima, più lento; dove le occasioni di distrazione dalla futilità degli oggetti di rapido consumo si riducono, anche se non si sa per quale motivo.
Una dimensione dei luoghi e del paesaggio portata all’essenziale, con quelle lunghe infinite linee piatte dell’orizzonte, obbliga la fantasia e stimola l’arguzia; nascono così pensieri che si rincorrono, un po’ alla rinfusa, mischiandone la dimensione temporale che si fa racconto, a volte brevissimo, altre troppo lungo ma sempre frutto di quella dimensione lenta e contagiosa riassunta da Giovannino Guareschi “si sta bene qui, su questa riva”.
Il libro inaugura la collana del Concorso Letterario Tenuta Pernice.

Su questa riva
Rosalba Scaglioni
GL.Editore
€ 10,00

venerdì 18 settembre 2009

Domenica 11 Ottobre la prima edizione della Rassegna diLibridiCibidiVini




1° Rassegna “diLibridiCibidiVini” sulle colline della Val Tidone, in provincia di Piacenza
Domenica 11 ottobre 2009, dalle 10 alle 19

La Val Tidone occupa la parte occidentale della provincia di Piacenza, ai confini con l’Oltrepo Pavese, un territorio a forte vocazione vitivinicola con le colline ammantate di vigneti, piccoli borghi, castelli, mulini, agriturismi e ristoranti dove la qualità regna sovrana.
In questa porzione di provincia tredici piccole aziende si sono unite nel dar vita ad un evento decisamente originale: la prima Rassegna “diLibridiCibidiVini”.
Domenica 11 ottobre, in ognuna di queste aziende – cantine, agriturismi, ristoranti, mulini, imprese agricole – vengono ospitati librai ed editori che espongono i loro libri dedicati prevalentemente all’enogastronomia, ma non solo.
In quell’occasione andar per colline in Val Tidone significa acquistare e assaporare libri, magari altrimenti introvabili, ma anche vini, prodotti tipici, piatti della tradizione piacentina, in un paesaggio straordinario. Ogni azienda propone degustazioni, piccoli eventi, visite guidate alla scoperta delle produzioni locali. Inoltre si possono comprare libri usati e nuovi, da collezione o ricettari di ogni tipo. Un piacere per il palato, gli occhi e la mente.
L’iniziativa si svolge dalle 10 alle 19, anche in caso di maltempo, l’ingresso è gratuito.

DOVE SI SVOLGE LA RASSEGNA E GLI EVENTI COLLATERALI

In ogni azienda saranno effettuate degustazioni e visite guidate, oltre agli eventi collaterali sotto indicati

Agriturismo Case Olive
Presentazione del libro: "E la Volpe disse all'Uva"
Questo testo costituisce una chiave d’approccio moderna ed inedita per la lettura delle favole e delle fiabe. L’analisi proposta conta di stabilire un rapporto singolare con il lettore proponendo a quest’ultimo un viaggio nel passato a fianco dei favolisti delle loro difficoltà d’interpretazione della natura originando così un mix di storia, etologia e letteratura che crea un poliedrico interesse e curiosità.
La presentazione è in programma alle ore 17, alla presenza dell’autore Marco Frilli.

Loc. Case Olive – Borgonovo Val Tidone
Tel. 0523 861312 - i
nfo@caseolive.it – www.caseolive.it

Agriturismo e Cantina Podere Casale
"Lo shiatsu: le Mani o la Mente?"
Considerazioni teoriche e dimostrazioni pratiche di un'arte orientale osservata da occidente.
La conversazione e le dimostrazioni inizieranno dalle ore 15, a cura di Stefano Lodi e del suo staff. Inoltre sarà organizzata la tradizionale “Merenda del Casale”.
Via Creta Loc. Vicobarone – Ziano Piacentino
Tel. 0523 868302 -
info@poderecasale.it – www.poderecasale.com

Agriturismo Racemus e Cantina Civardi
Festa del mosto d’uva, con degustazione in anteprima del nettare d’uva.
Loc. Montecucco – Ziano Piacentino
Tel. 0523 868112 -
info@civardivini.com – www.civardivini.com

Agriturismo Villa Paradiso
Pranzo in agriturismo e, per tutto il giorno, degustazioni enogastronomiche
Loc. Chignoli 143 – Borgonovo Val Tidone

Tel. 0523 865924 - info@agri-villaparadiso.com – www.agri-villaparadiso.com

Antico Pomario
Località Mula, 146 - Ziano Piacentino
Tel. 0523 469957 - info@anticopomario.it -www.anticopomario.it

Azienda Agricola Il Fucorè
Degustazioni di mieli e formaggi. Presentazione della composta di pere e cannella con la ricotta del caseificio Sociale della Val Tidone. Visite in apiario, a contatto con il mondo delle api
Via San Biagio 189 – Borgonovo Val Tidone
Tel. 0523 861284 -
info@ilfucore.it – www.ilfucore.it

Azienda Agricola F.lli Piacentini
Presentazione del libro “Le Ricette di Giuseppina - Un ricettario piacentino di fine ‘800”, alla presenza dell’autrice Elena Januszewski. Una giovane donna, Giuseppina, all'eta' di 15 anni, e' andata "a servizio" presso la famiglia di un notaio a Voghera, dove si trovò coinvolta in un mondo importante, raffinato e prestigioso. Ha imparato a preparare i piatti considerati dei "ricchi", scrivendo le ricette con bella calligrafia in un piccolo libretto.Il libro sarà presentato, alle 11,30, da Guido Torselli.
Via Strada Vecchia 9/B – Ziano Piacentino
Tel. 0523 863259 -
info@fratellipiacentini.com – www.fratellipiacentini.com

Azienda Agricola Ganaghello Vini di Losi e Antico Pomario
Mostra di pittura di Maurizia Gentili: “I Vinarelli”, dipinti con il vino. Degustazione di salumi a cura del Salumificio Grossetti di Pianello, di Aceto Balsamico Tradizionale di Modena a cura dell’ Acetaia Reggianini di Spilamberto, di dolci della Pasticceria Artigianale Ambrosia. Inoltre l’Antico Pomario realizzerà un’istallazione del Giardino dei Frutti Perduti..
Infine passeggiate per i vigneti e visite guidate all'azienda.
Via Armani 19 Loc. Ganaghello – Castel San Giovanni
Tel. 0523 885206 -
az.agr.ganaghello@virgilio.it – www.ganaghellovini.it

Cantina Az.Agr. Tenuta La Torretta
Mostra del pittore piacentino Leonardo Lambri. Alle 16 presentazione del libro - agenda Adesso, edito da Comunica Edizioni. Sarà presente l’autore Fabio Molinari
Loc. Torretta – Trevozzo Val Tidone
Tel. 0523 997008 -
info@tenutalatorretta.com – www.tenutalatorretta.com

Cantina Az.Agr. Tenuta Pernice
Alle 16 presentazione del Concorso Letterario Tenuta Pernice e del libro di racconti “Su questa riva” GL Editore, scritto da Rosalba Scaglioni presente all’evento.
Loc. Castelnovo Val Tidone – Borgonovo Val Tidone
Tel. 0523 860050 -
info@tenutapernice.com – www.tenutapernice.com

Borgo Mulino del Lentino
Alle 16 messa in funzione dell’antico mulino ad acqua, con dimostrazioni pratiche e visite al museo
Loc. Lentino – Nibbiano
Tel. 0523 998307 – 334 9967955 -
info@mulinodellentino.it – www.mulinodellentino.it

Ristorante La Palta
A pranzo e a cena un menu letterario realizzato appositamente per l’evento
Loc. Bilegno – Borgonovo Val Tidone
Tel. 0523 862103 -
lapalta@libero.it – www.lapalta.it

Ristorante Le Proposte
Alle 12,30 aperitivo letterario per gli ospiti con la presentazione del libro Ristorantopoli, alla presenza dell’autore Mauro Zucconi
Loc. Corano – Borgonovo Val Tidone
Tel. 0523 845503 -
info@ristoranteleproposte.it – www.ristoranteleproposte.it

PER INFORMAZIONI
Associazione laValtidone - Tel. 349 3512045 -
associazione.lavaltidone@email.it

GL.editore - Tel. 331 6872138 -
gl.editore@alice.it

www.lacollinainbocca.blogspot.com

venerdì 14 agosto 2009

più profumi inebrianti che puoi




Itaca
Quando ti metterai in viaggio per Itaca
devi augurarti che la strada sia lunga,
fertile in avventure e in esperienze.
I Lestrigoni e i Ciclopi
o la furia di Nettuno non temere,
non sarà questo il genere di incontri
se il pensiero resta alto e un sentimento
fermo guida il tuo spirito e il tuo corpo.
In Ciclopi e Lestrigoni, no certo,
ne' nell'irato Nettuno incapperai
se non li porti dentro
se l'anima non te li mette contro.
Devi augurarti che la strada sia lunga.
Che i mattini d'estate siano tanti
quando nei porti - finalmente e con che gioia -
toccherai terra tu per la prima volta:
negli empori fenici indugia e acquista
madreperle coralli ebano e ambre
tutta merce fina, anche profumi
penetranti d'ogni sorta; piu' profumi inebrianti che puoi,
va in molte città egizie
impara una quantità di cose dai dotti.
Sempre devi avere in mente Itaca -raggiungerla sia il pensiero costante.
Soprattutto, non affrettare il viaggio;
fa che duri a lungo, per anni, e che da vecchio
metta piede sull'isola, tu, ricco
dei tesori accumulati per strada
senza aspettarti ricchezze da Itaca.
Itaca ti ha dato il bel viaggio, senza di lei mai ti saresti messo
sulla strada: che cos'altro ti aspetti?
E se la trovi povera, non per questo Itaca ti avrà deluso.
Fatto ormai savio, con tutta la tua esperienza addosso
Già tu avrai capito ciò che Itaca vuole significare.
Kostantin Kavafis
questa è la poesia-storia che mi è girata in testa per tutto il tempo che ho trascorso nella degustazione di un bicchiere di straordinaria e potentissima Malvasia, con una gradazione di 14,5°, con un nome e una storia particolarissima.

L'esperienza l'ho vissuta alla Palta di Bilegno, un ristorante dove il bianco predomina, a cominciare dalle curate amatissime orchidee per finire alla immacolata divisa e al radioso sorriso di Isa, la cuoca di casa.
Forse la poesia di Kavafis che parla di Itaca si sposa idealmente a questo vino che, più di ogni altra Malvasia finora assaggiata, ti ricorda l'origine antica e mediterranea, ti fa immaginare il percorso che i ceppi della vite hanno fatto, nei secoli scorsi, attraverso i mari per trovare posto sulle colline italiane, sull'appennino piacentino attraversato dalle legioni di Annibale.
Sta di fatto che questo vino è impossibile berlo in maniera distratta; la complessità dei suoi profumi è talmente invadente che occupa ogni spazio dei sensi.
Una Malvasia così l'ha voluta Roberto, il marito di Isa e sommelier della Palta, capendone originalità e potenzialità durante una degustazione di questo vino ai suoi albori, nei primi mesi del 2008.



I Colli Piacentini devono molto alla Malvasia, in particolare nella versioni passita che sta delinenando l'auspicata identità di questo territorio vinicolo. Ma Roberto l'ha voluta in altro modo e, insieme al produttore Enrico Sgorbati, lo hanno spiegato in etichetta:
"questo unico vino è frutto di un'attenta selezione di uve Malvasia aromatica di Candia, coltivata in un piccolo appezzamento di soli 0.85 ettari, costituito da 4 particelle catastali (141, 143, 142, 144), dove particolari condizioni di microclima rendono questo prodotto unico e irripetibile. La vendemmia è avvenuta il 12 novembre 2007 e acini ricoperti in parte da muffa nobile sono stati pigiati in modo soffice, fermentando in piccole botti da 225 litri per dodici mesi. Sono state selezionate da Roberto ed Enrico solo 3 botti che hanno prodotto 900 bottiglie."
Sul fronte dell'etichetta il nome del vino: UNA, scritto con un elegantissimo carattere, e una frase di Roberto che dice "una vigna, una varietà, una vendemmia, una mano, una bottiglia racchiude un pensiero".
Viene voglia di suggerire un'aggiunta: "una esperienza davvero unica"!!

Luigi Franchi
La Palta
Loc. Bilegno – Borgonovo Val Tidone
Tel. 0523 862103 - http://www.lapalta.it/

Una tavola lunga un secolo





Bella la mostra, bello il catalogo, bello il luogo ospitante! Stiamo parlando di “Una tavola lungo un secolo: il made in Italy nella storia della cucina italiana del XX secolo”, una mostra curata da Anna e Gianfranco Gasparini, con la consulenza di due mostri sacri della gastronomia italiana Eugenio Medagliani e Paola Ricas, in corso a Milano fino al 25 settembre.Cominciamo dal luogo che la ospita: la Design Library, in via Savona 11. Una struttura, affiancata da un delizioso caffè ristorante, dove sono raccolte le annate di oltre 5.000 riviste internazionali di design, che affiancano libri e importanti donazioni che costituiscono il patrimonio consultabile dagli associati.In questo spazio si tengono mostre, come quella in corso, e incontri ogni giovedì sull’ampia tematica che il design coinvolge. La mostra invece è ricavata in uno spazio interno, suddivisa in otto sezioni esaltate da un sapiente gioco di luci e cromatismi. Le teche in cui sono riposti gli oggetti richiamano le gabbie in legno e fil di ferro in cui venivano riposti appesi in cantina i formaggi e i salumi tagliati, per evitare che i topi abitanti delle cantine facessero man bassa.Ogni sezione richiama all’incirca un decennio, con oggetti derivanti in gran parte dagli archivi Richard Ginori e Ballarini 1889. In rassegna passano un mare di ricordi, sapori e sensazioni tattili. Le sezioni hanno per titoli: il primo Novecento tra povertà e grande cucina; la cucina di guerra; la cucina e il periodo futurista; la diffusione della cultura in cucina; la cucina della trattoria; il benessere e il consumo alimentare diffuso; la nuova cucina italiana; la creatività e la sperimentazione. Un’ultima sezione riguarda la tradizione che si rinnova, dove Richard Ginori e Ballarini 1889 presentano la loro attività di ricerca nel campo delle attrezzature per cucina. Per ogni sezione viene indicato il piatto dell’epoca, ricette riprodotte in piccole sculture di ceramica su un grande pannello: dal timballo di maccheroni alla milanese di Auguste Escoffier al raviolo a mano di Pietro Leemann. Infine il catalogo, rigorosamente in edizione bilingue italiano-inglese, edito dall’editore mantovano Corraini, che riassume ogni dettaglio della mostra, consentendo un approfondimento successivo ad una visita che consigliamo a tutti.Nel catalogo sono ripresi i testi della mostra, tutti gli oggetti con le relative didascalie di approfondimento, le ricette. E’ un libro multifunzionale per chi ama la cucina in ogni sua componente.


Luigi Franchi


Una tavola lunga un secolo
Design Library
Via Savona 11 – Milano
Aperta fino al 25 Settembre
Da lunedì a venerdì dalle 10 alle 18,30
Sabato dalle 10 alle 17
Ingresso libero
Tel. 02/89421225
Catalogo Corraini Edizioni Euro 18,00